mercoledì, 25 novembre 2009
tunf tunf tunf
"che stai facendo, nano? la smetti di dare calci al muro?"
"ma ho li pedi nudi e non spocco" (= ti faccio notare che ho avuto l'accortezza di denudarmi i piedi prima di infierire contro la parete della cucina, al fine di non lordare il muro che, del resto, ho già provveduto in passato a insozzare a dovere)
"non mi interessa che tu abbia i piedi nudi. non si danno i calci al muro"
"ma è la casa di malìoteleso" (= il muro non è un semplice muro, bensì la dimora del mio amico immaginario marìotereso. e se tento di demolirlo a suon di pedate avrò i miei buoni motivi)
"a maggior ragione: se marìotereso è in casa in questo momento gli stai dando molto fastidio. quindi finiscila"
"malìoteleso è in casa con sua mollie"
"ah. marìotereso oltre ad avere un papà - benedetto come il papa - e una mamma - lucia come la manzoniana mondella - che lo trascurano e lo mollano regolarmente nella nostra famiglia, ha pure una moglie? e come si chiama questa moglie?"
"come si deve chiamale? maliatelesa, no?"
"naturale, come si deve chiamare se no?"
"che poi è la mamma di mattina e benedetta, le bambine che ho in panza" (= mariateresa, moglie di marìotereso, altro non è che la madre naturale e legittima di martina e benedetta, le bambine che io porto in grembo, figlie, sempre legittime e naturali, di marìotereso che mi ha chiesto il favore di covarle al posto loro)
"scusa nano, e perché martina e benedetta non stanno nella pancia di mariateresa ma nella tua?"
"zelto, pelké maliatelesa non ha la panza adatta"
"e tu invece hai pancia adatta per farci crescere le due gemelle?"
"zelto, io vado in pissina, senti ke muccoletti" (= certamente. ti ricordo che io frequento il corso di nuoto baby alla piscina comunale vicino a casa. e per questo sono dotato di muscoli addominali di tutto rispetto. senti che tonicità e che vigore!).
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categoria:follie, gravidanza, hobbit
martedì, 24 novembre 2009
"va tutto bene?"
"no, sono stravolto. troppa vita mondana nel weekend"
"vita mondana? non definirei 'mondani' un pranzo con mio padre e una cena con una coppia di amici con bambini. non definirei 'mondane' nemmeno la spesa alla coop e la passeggiata domenicale fino all'edicola..."
"per me abbiamo fatto troppe cose... e anche gli hobbit sono stanchi. dobbiamo rallentare i ritmi"
"guarda che sono io la gestante flemmatica e narcolettica alla fine dell'ottavo mese e voi siete i baldi maschi, bastone della mia gravidanza..."
"ripeto, dobbiamo rallentare. così non si può andare avanti"

mister incredible ha un colorito verdognolo, occhiaie da vampiro e lo sguardo annebbiato, quasi privo di traccia del suo irresistibile guizzo folle. mister incredible è stanco e irritabile. al gotico fumetto dampyr e all'appassionante best seller making sense of marx preferisce la lettura di D di repubblica. e invece di soffermarsi sulle signorine discinte, come farebbe in tempi normali, preferisce le ricette a base di tofu.
mister incredible non sta bene, fa brutti pensieri ed è inquieto.
ed elastigirl, fuori tempo massimo, è assalita dal panico.
perché il primo figlio è una impresa titanica, il secondo è il complemento a uno del primo, è la consapevolezza e il desiderio, è la normalità.
ma il terzo figlio forse è follia, o incoscienza, o stupidità, o ottuso amore per la vita. il terzo figlio, voluto con ardore e integralismo, è bulimia, è un giro bendati sul bordo del precipizio, è spingersi oltre le proprie possibilità, è scardinare un equilibrio faticosamente costruito. il terzo figlio forse non fa per noi, forse ci manderà in frantumi, ci darà una botta in testa e ci lascerà esauriti e tramortiti sul pianerottolo di casa.
"si può rimpiangere un'assenza ma mai si rimpiangerà una presenza", diceva un giorno elastigirl, quando ancora non arrancava sotto il peso della sua enorme pancia e quando ancora non aveva visto le occhiaie da vampiro di mister incredible.
oggi non lo sa più. oggi c'è un tempo grigio, il verdognolo mister incredible è a londra, lo hobbit piccolo le ha funestato la notte per poi salutare elastigirl, all'ingresso della scuola materna, con un "zao cuzzola" (= ciao cucciola) che le ha dato il definitivo colpo di grazia.
però domani passa tutto. promesso.
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categoria:paure, gravidanza, hobbit
lunedì, 23 novembre 2009
"mamma, ma che tette grandi ti sono venute...", dice lo hobbit grande con tono di rimprovero e sguardo di disapprovazione.
"è normale quando si è incinta. e poi io ne sono molto fiera. se solo non ci fosse questa enorme pancia sotto, sarebbero fantastiche"
"secondo me sono troppo grandi"
"secondo me no"
"senti... ma non è che poi ti restano così per sempre?"
"è quello che speravo quando aspettavo e allattavo te e tuo fratello, ma purtroppo no. tornano come prima"
"esattamente come prima? cioè normali?"
"non torneranno 'normali' perché le 'tette normali' non esistono. torneranno piccolette, come prima, più o meno"
"fiuhhh"
.
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categoria:gravidanza, hobbit
venerdì, 20 novembre 2009
sono una cattiva madre:
1. perché detesto (ma proprio mi fa schifo) giocare con i gormiti e con tutti gli altri mostruosi personaggi che combattono, si ammazzano e risorgono, che dicono "io sono il più forte, no io, no io sbleng, tong, gunf"
2. perché passare un sabato e domenica interi sola con gli hobbit, senza mister incredible, mi getta nello sconforto e mi sfinisce
3. perché non so disegnare, nemmeno un gatto, un topo, un albero. niente di niente. produco sgorbi immondi che mi imbarazzano. e per questo non incoraggio l'estro artistico dei nani
4. perché non ascolto musica e non la faccio ascoltare ai bambini
5. perché non ho inventiva né manualità, non so cucire nemmeno un cappiolino di un asciugamano o un bottone. la sola idea di creare un costume, una maschera, uno straccio di mantello per carnevale o halloween mi provoca tremori e vertigini
6. perché non cucino mai il minestrone e nemmeno i legumi che dicono sono tanto sani
7. perché non accetterei di smettere di lavorare per occuparmi a tempo pieno dei figli
8. perché a volte mi infurio e allora urlo, oppure sbatto per terra fortissimo un giocattolo a caso. è capitato che si frantumasse sotto gli occhi esterrefatti dei due hobbit.

sono una buona madre:
1. perché con gli hobbit rido, come con nessun altro
2. perché con loro canto, qualsiasi cosa, dalle sigle tv degli anni 70, alle canzoni inventate e spesso ballo
3. perché li lascio parlare, senza interromperli, e passerei la vita ad ascoltarli. perché i racconti hobbit mi incantano
4. perché adoro leggere loro le storie e preparare loro le torte
5. perché provo a mettergli dei paletti intorno, anche se a volte "sbraco" come dice mister incredible e qualche paletto cede
6. perché non sono ansiosa, almeno non troppo, e non mi interessa se non hanno la canottiera rimboccata nei pantaloni
7. perché sono fiera di loro e loro lo sanno e anche per questo hanno le spalle larg
he 
8. perché penso che il mondo sia un posto bello e voglio che lo pensino anche gli hobbit.

se qualcuna/o volesse partecipare a questo rito catartico, può farlo liberamente qui sotto. non ci sono limiti all'autoflagellazione né all'autocelebrazione. e nemmeno limiti di spazio. l'anonimato è concesso, ma solo quando è veramente necessario.
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categoria:giochi, matrimonio, autocoscienza
mercoledì, 18 novembre 2009
gira per casa con una cuffia da piscina bianca e nera, completamente sformata, calata sul viso, come il rapinatore di una banca con una calza di naylon.
all'altezza degli occhi porta, sopra la cuffia, i suoi occhiali da sole rossi con una folla di ranocchie disegnate sulle stanghette.
indossa una tuta da superman con gli addominali e i pettorali imbottiti.
sostiene di non potersi chinare perché ha due bambine irrequiete e ingombranti nella pancia, martina e benedetta, figlie del suo amico immaginario marìotereso che aveva bisogno di un ventre in prestito per qualche mese.
nei quaranta giorni mancanti alla nascita del microbbit, la situazione potrebbe precipitare e lo hobbit piccolo perdersi irrimediabilmente nel gorgo della follia.
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categoria:follie, gravidanza, hobbit
martedì, 17 novembre 2009
gli hobbit frequentano con alterne soddisfazioni rispettivamente i corsi di nuoto junior e baby della piscina comunale di zona.
"elasti, ma tu niente?", ha chiesto la responsabile della piscina.
"in che senso niente?"
"be', con quella bella pancia abitata potresti frequentare il nostro corso di acquaticità in gravidanza..."
"non saprei..."
"su su, non fare la pigra"
improvvisamente è risuonato nell'elasti-coscienza l'imperativo 'hop hop!' di nonna J, quello che ha funestato l'elasti-infanzia, quello al cospetto del quale si deve scattare sull'attenti, quello che non ammette mollezze né esitazioni.
effettivamente ti stai trasformando in bradipo: passi dal divano alla poltrona, dal libro al computer, dai gormiti ai bakugan, dal quaderno rosso di italianoa quello blu di matematica. meno male che accompagni gli hobbit a scuola e vai a comprare i giornali, altrimenti ti si atrofizzerebbero le gambe. smidollata che non sei altro... dov'è finita l'elasti di un tempo?
"ma non è uno di quei corsi in cui si chiudono gli occhi e si parla con il pavimento pelvico, in cui ci si prende per mano e si scambiano flussi energetici armonici, in cui si inspira ed espira ritmicamente insieme allo scopo di uscire dal proprio corpo? perché io, in quel caso, non mi sento pronta"
"macché. è un corso di ginnastica, ginnastica per ippopot... pardon, gestanti"
"va bene. se mi garantisci che è semplice ginnastica, laica e positivista, mi iscrivo"
"ottimo. ti aspettiamo il lunedì e il giovedì alle 9,30"
"alle 9,30 del mattino? ma che orario è?"
"orario per gestanti in cova. hai da fare a quell'ora?"
"no, effettivamente no".

lunedì, ore 9,30.
sei pance smisurate, coperte da altrettanti castigati costumi diserotizzanti, immerse in una pozza di acqua tiepida fronteggiano un'aitante silfide con i capelli rossi a fusillo.
"bene ragazze. eccoci. questo deve essere un momento di piacere per voi e per le vostre creature. cosa vi dà piacere? nuotare? fare ginnastica? io sono qui per farvi sentire bene", dice la silfide con un sinistro guizzo estatico nello sguardo.
"io vorrei passare un'ora ad occhi chiusi galleggiando come in un mare di liquido amniotico"
"io vorrei concentrarmi sul mio pavimento pelvico che sarà la chiave di volta di quell'esperienza magica e totale che è il parto"
"io vorrei che ci parlassimo delle nostre paure, magari tenendoci per mano"
"io vorrei re-imparare a respirare, proprio come un neonato che esce dal grembo materno"
"io vorrei che diventassimo amiche, che inspirassimo ed espirassimo in armonia"
"io mi sento poco bene".
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categoria:follie, gravidanza
lunedì, 16 novembre 2009
"buongiorno elasti, buongiorno mister incredible. e tu chi sei?"
"sono lo hobbit grande e sono venuto a vedere mio fratello fotografato nella pancia"
"piacere, io sono il dottore. sali qui su questa pedana e guarda nello schermo di questa macchina che si chiama ecografo. adesso metto questo gel sulla pancia della mamma e poi ci passo sopra questa sonda. sei pronto?"
"prontissimo"
"questa è la testa, questa è la gamba, questa è l'altra gamba, queste sono le mani... no, veramente sono i piedi: 1, 2, 3, 4, 5 dita. sembrano i piedi di un personaggio di un fumetto giapponese, con le dita staccate e l'alluce enorme"
"sì. sono i piedi da hobbit. ce li abbiamo tutti così in famiglia. a parte la mamma. dovresti vedere i piedi dello zio con l'orecchino al naso e capiresti da chi abbiamo preso"
"accidenti. complimenti"
"grazie"
"in questo momento si sta toccando il pisellino. vedi?"
"già, questa cosa di mettersi le mani lì invece l'ha presa dallo hobbit piccolo, l'altro mio fratello che ha tre anni e mezzo ed è ossessionato dal suo pisello. andranno d'accordo, due ossessionati"
"l'ecografo dice che in questo momento tuo fratello con i piedi da hobbit ossessionato dal pisello pesa circa 2,2 kg e sta bene".

il microbbit nuota e si fa, impunemente e senza alcuna inibizione, i fatti suoi nell'elasti-pancia, da cui uscirà, salvo imprevisti, il 28 dicembre, con un cesareo purtroppo, come i suoi predecessori.
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categoria:gravidanza, hobbit
domenica, 15 novembre 2009
nonna sara, la nonna atea, ebrea e comunista di elastigirl aveva una bizzarra teoria. sosteneva che nella vita ci sono tre cose che una donna deve assolutamente saper fare: nuotare, sciare e scrivere a macchina.
giunte alla veneranda età di 16 anni, elastigirl e la sua amica kappa si resero conto con orrore di essere ancora molto indietro. sapevano nuotare, scrivevano a macchina con i due indici lente come lumache ma soprattutto non avevano mai indossato un paio di sci.
"io inizierei a preoccuparmi", diceva nonna sara guardando grave la nipote.
elastigirl e kappa dovevano correre rapidamente ai ripari e decisero di passare la settimana di capodanno in una località sciistica segreta, nel totale anonimato, per mettere una pezza, per quanto tardiva, alla loro imperdonabile lacuna.
ma erano minorenni e piuttosto sprovvedute benché intraprendenti. ogni iniziativa indipendentista doveva pertanto passare al vaglio delle rispettive patrie potestà.
"sapete per caso dove andare?", chiese il padre di K.
"assolutamente no, ma di montagne sciabili è piena l'italia. non sarà una ricerca difficile", rispondevano loro.
"mica vorrete andare in albergo da sole voi due?", chiedeva nonno A, allora solo elasti-genitore.
"ma veramente..."
"non se ne parla nemmeno", concludeva perentorio.
nonno A, forse colto dal panico che assale i padri di figlie adolescenti in preda a slanci autonomisti, in 48 ore trovò la soluzione.
millantando un'improbabile conoscenza del meraviglioso mondo dei circoli ricreativi universitari, decretò che le due pulzelle avrebbero trovato accudimento, sicurezza, amici, (moderato) svago e lezioni di sci nella settimana bianca organizzata dal cus al monte bondone presso l'hotel bellavista.
"sei sicuro che sia il posto giusto per noi, papà?"
"ideale. conosco il cus e il monte bondone perfettamente".
"ma mi hai sempre detto che detesti i circoli sportivi e non sopporti la montagna..."

"tu non mi conosci, bambina", tagliò corto nonno A.
elastigirl e kappa partirono quindi per il monte bondone, con due enormi zaini e la determinazione di due atlete olimpiche.
"siamo qui per la settimana bianca con il cus, circolo universitario sportivo. in realtà noi andiamo ancora al liceo, ma siamo piuttosto sveglie per la nostra età...", spegarono alla reception del bellavista.
"cus?", chiese una signora di mezza età con un vestito a fiori.
"già, circolo universitario...."
"qui non c'è nessun cus. in compenso c'è un bel gruppo di signori belgi. occupano tutto l'albergo".
elastigirl e kappa, come due soldatini dello sci da discesa, ogni mattina alle 8 prendevano, non senza difficoltà, l'ovovia anteguerra che le portava in cima al bondone dove le aspettava il maestro giustino che, con disciplina e sadismo teutonici, per sette interminabili ore le vessava fino allo sfinimento, a suon di spazzaneve e insulti.
al tramonto rientravano al bellavista, cantando "son la mondina son la sfruttata" e altre lugubri nenie.
la sera, a cena, incontravano i belgi, appartenenti, loro sì, a un circolo ricreativo di una società produttrice di laminati in zinco per l'edilizia.
i belgi erano gaudenti, amanti del cibo e del vino, della mazurca dopocena e rigorosamente over 50.
il quarto giorno elastigirl ricevette una proposta di matrimonio da paul, un vedovo di liegi, con tre figli a carico e il cravattino. "saresti un'ottima madre per i miei bambini", le sussurrò volteggiando nella sala ristorante dell'albergo.
elastigirl e kappa annegavano nei canederli e nella birra la surreale follia di quelle serate .
la lacuna sciistica, grazie all'abnegazione delle due allieve e all'efficace pugno di ferro di giustino, fu almeno in parte colmata e lo scopo della vacanza fu raggiunto, come fece notare nonno A giorni dopo.

elastigirl vorrebbe che gli hobbit imparassero a sciare presto, malgrado mister incredible sostenga che sia un'attività inutile, sciocca, inquinante e pertanto controrivoluzionaria. elastigirl in verità vorrebbe solo assicurarsi che agli hobbit venga risparmiata, a sedici anni, un'esperienza come il monte bondone
.
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categoria:ricordi, storie, vacanza
giovedì, 12 novembre 2009
"ciao. come ti chiami?"
"hobbit grande"
"piacere, io sono giovanni. vuoi accomodarti sulla poltrona?"
"quale? la sedia a sdraio?"
"già, la sedia a sdraio"
"è molto comoda questa sedia a sdraio"
"mi fa piacere. ha anche un sacco di bottoni. vedi? con questo lo schienale sale, con questo scende, con quest'altro ti sollevo i piedi, con quello ti avvicino a me. a proposito, ma io cosa devo guardarti? i piedi?"
"credo i denti, ma se vuoi guardarmi i piedi..."
"ah, già. i denti. hai fatto bene a ricordarmelo. a volte mi confondo. sei pronto?"
"pronto"
"allora apri la bocca come un forno"
"ahhhh"
"ora chiudi. apri. chiudi. stai morbido. oh! ma qui c'è un morso incrociato!"
"?"
"si avvicini elasti. venga a vedere: ecco, a destra il contatto dei denti è scorretto e causa uno spostamento laterale della mandibola"
"quindi?"
"quindi bisogna correggere allargando l'arcata"
"quindi?"
"apparecchietto fisso, invisibile, in 8-9 mesi il problema dovrebbe essere risolto. che ne dici hobbit?"
"dico 'olé'. ho sempre sognato di mettere l'apparecchio. me lo mette adesso? deve essere per forza invisibile? posso avere anche un paio occhiali?"
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categoria:medici, hobbit
mercoledì, 11 novembre 2009
quando le vedi la prima volta, schierate tutte insieme una accanto all'altra, un po' minacciose un po' indifese, un po' in vetrina un po' sul palco, un po' emozionate un po' stropicciate, ti sembrano esseri umani ordinari, come quelli che incontri per la strada, nei negozi, al cinema, come te, come tutti gli altri, nothing to write home about, come direbbe janet, la moglie inglese e slavata di mister incredible, senza dubbio mirabile esemplare di mediocrità anglosassone.
ci sono la brunetta bassina con un forte accento ciociaro, la bionda giunonica e algida a cui affideresti i tuoi segreti e i tuoi risparmi, la morbida signora fresca di permanente con gli occhi che ridono e una maglietta rosa con la scritta in oro i am so sweet, la provocante pin up che sbatte le lunghe ciglia e si chiede in preda al panico se questo è veramente il lavoro che il destino ha in serbo per lei, la decana che è sempre stata lì e ci sarà sempre, con un'età indefinibile tra i 55 e i 90 anni.
sono le maestre di prima elementare di tuo figlio il primo giorno di scuola: le insegnanti di inglese, italiano, matematica, religione e sostegno. un rassicurante concentrato di apparente normalità.
"sai mamma, concetta è nata a new york, in america, poi da piccola si è trasferita a londra, in inghilterra. è venuta in italia a settembre ma non parla italiano, solo inglese. e poi non riesce a dire le cose senza cantare"
"ma chi? concetta? veramente avevo capito che fosse di sant'elia fiume rapido..."
"no, no, new york-londra. la concetta".
conversando nel tragitto casa-scuola, scuola-casa scopri che la maestra bionda ha otto figli, tutti maschi, e che vive, more uxorio, con miss so sweet che invece non ha bambini ma molti cani.
"e stanno tutti nella stessa casa? le due maestre, gli otto figli e i cani?"
"certo, perché? che male c'è? fa allegria, no?"
il formoso scricciolo dalle lunghe ciglia dal lunedì al venerdì racconta parabole, il sabato insegna rugby agli adolescenti.
"mi sembra strano, nano..."
"veramente! ce lo ha detto lei"
"e la maestra di sostegno?"
"ma quale?"
"la signora anziana che segue ernesto..."
"ah, quella? quella è la nonna di ernesto... altro che maestra".
postato da: nonsolomamma alle ore 11:48 | Permalink | commenti (46) | commenti (46)(pop-up)
categoria:scuola, hobbit